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RePERTOrio  17-18

Il repertorio del Cannes Jeune Ballet Rosella Hightower mescola balletti del grande repertorio, creazioni di giovani coreografi e rivisitazioni o creazioni di coreografi più famosi. Viene rivisitato ogni anno per offrire sempre più novità e per arricchire le conoscenze dei nostri giovani ballerini.

ALTRO CANTO

Coreografia: Jean Christophe Maillot
Musica: Claudio Monterverdi, Biagio Marini, Giovanni Girolamo Kapsberger

A metà strada tra la statuaria delle cattedrali e il chiaroscuro di Georges de La Tour, Altro Canto è un pezzo che esalta il corpo androgino in movimento abbracciando gli accenti drammatici del Magnificat di Monteverdi. Sebbene Jean-Christophe Maillot non sviluppi un tema particolare per guidare il suo balletto, la partitura del compositore italiano è la vera linfa vitale. La musica scorre attraverso i ballerini e risuona dentro di loro. I corpi vibrano, oscillano, ondeggiano e si sollevano, per poi immergersi di nuovo il momento successivo in una ricerca spirituale tanto religiosa quanto pagana.

Foto: Mario Sguotti

LARMES BLANCHES

Coreografia: Angelin Prejlocaj
Musica: Bach, Balbastre, Purcell

In Larmes blanches, Angelin Preljocaj opta per il virtuosismo. I gesti secchi dispiegano la loro energia in volumi ridotti, richiedendo la massima velocità e arresti improvvisi, una memoria impeccabile. Le frasi, danzate all'unisono, vietano il minimo spostamento di ritmo, scala e spazio. I corpi e i gesti si duplicano, ma sono gli antagonismi a colpire: l'asimmetria dei costumi, il braccio di ferro tra porte arrotondate e gesti obliqui, l'opposizione tra clavicembalo ed elettroacustica, tra pizzo bianco e pelle nera. Eppure la danza, intrisa di slancio barocco, si astiene da ogni gioia, e la carne, di fronte all'asciuttezza delle corde pizzicate, non può languire. Ma i pochi momenti in cui la tenerezza è abbozzata suscitano la nostalgia di un luogo in cui l'emozione era possibile: la meccanica è lì solo per mascherare l'assenza, e la moltiplicazione dei corpi che compiono gli stessi gesti disegna, in abyme, il riflesso di un mondo dimenticato.

Foto: Sakher Almonem

CANTATE 51

Coreografia: Maurice Béjart
Musica: Johann Sebastian Bach

Il balletto di Maurice Béjart riprende il tema dell'Annunciazione su una partitura di Johann Sebastian Bach in cui esplode la gioia. Secondo il coreografo, "l'angelo appare a Maria e le predice la nascita di un figlio, un'incarnazione divina che dà energia all'universo, trasfigurato come questa musica che trascende l'umano". Con questa musica, Béjart voleva una coreografia molto pura, sublimata da movimenti ampi e ondulati.

Foto: Mario Sguotti

A PLACE BETWEEN

Coreografia: Lukas Timulak
Musica: Gustavo Santaolalla - Hauschka , Quartetto Callino (Arvo Pärt)
Creato nel 2018 per il Jeune Ballet di Cannes Rosella Hightower
Durata: 20 mn
10 danzatori

È nella natura umana cercare nuove esperienze, nuove situazioni e nuovi luoghi. A volte troviamo delle destinazioni, ma raramente un luogo che ci soddisfi per sempre. In "A place Between", Lukas Timulak esplora questi momenti fugaci. Un momento tra due momenti della vita, o un luogo tra la nascita e la morte. Siamo sempre nel mezzo di qualcosa.

Foto: Nathalie Sternalski

SOLI-TER

Coreografia: José Martinez
Musica: Frédéric Chopin, Francis Poulenc, Camille St Saëns

"Spesso incontriamo il nostro destino attraverso le strade che abbiamo percorso per evitarlo" Jean de La Fontaine.

Soli-Ter di José Martinez non è altro che tre assoli coreografati sulla musica di tre compositori: Frédéric Chopin, Francis Poulenc e Camille Saint-Saëns. Il tema di ciascuno di essi è il destino di un singolo uomo, che può essere diverso a seconda del percorso che si intraprende.

Foto: Nathalie Sternalski