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RePERTOrio  18-19

Il repertorio del Cannes Jeune Ballet Rosella Hightower mescola balletti del grande repertorio, creazioni di giovani coreografi e rivisitazioni o creazioni di coreografi più famosi. Viene rivisitato ogni anno per offrire sempre più novità e per arricchire le conoscenze dei nostri giovani ballerini.

ALTRO CANTO

Coreografia: Jean Christophe Maillot
Musica: Claudio Monterverdi, Biagio Marini, Giovanni Girolamo Kapsberger

A metà strada tra la statuaria delle cattedrali e il chiaroscuro di Georges de La Tour, Altro Canto è un pezzo che esalta il corpo androgino in movimento abbracciando gli accenti drammatici del Magnificat di Monteverdi. Sebbene Jean-Christophe Maillot non sviluppi un tema particolare per guidare il suo balletto, la partitura del compositore italiano è la vera linfa vitale. La musica scorre attraverso i ballerini e risuona dentro di loro. I corpi vibrano, oscillano, ondeggiano e si sollevano, per poi immergersi di nuovo il momento successivo in una ricerca spirituale tanto religiosa quanto pagana.

Foto: Mario Sguotti

LARMES BLANCHES

Coreografia: Angelin Prejlocaj
Musica: Bach, Balbastre, Purcell

In Larmes blanches, Angelin Preljocaj opta per il virtuosismo. I gesti secchi dispiegano la loro energia in volumi ridotti, richiedendo la massima velocità e arresti improvvisi, una memoria impeccabile. Le frasi, danzate all'unisono, vietano il minimo spostamento di ritmo, scala e spazio. I corpi e i gesti si duplicano, ma sono gli antagonismi a colpire: l'asimmetria dei costumi, il braccio di ferro tra porte arrotondate e gesti obliqui, l'opposizione tra clavicembalo ed elettroacustica, tra pizzo bianco e pelle nera. Eppure la danza, intrisa di slancio barocco, si astiene da ogni gioia, e la carne, di fronte all'asciuttezza delle corde pizzicate, non può languire. Ma i pochi momenti in cui la tenerezza è abbozzata suscitano la nostalgia di un luogo in cui l'emozione era possibile: la meccanica è lì solo per mascherare l'assenza, e la moltiplicazione dei corpi che compiono gli stessi gesti disegna, in abyme, il riflesso di un mondo dimenticato.

Foto: Sakher Almonem

CANTATE 51

Coreografia: Maurice Béjart
Musica: Johann Sebastian Bach

Il balletto di Maurice Béjart riprende il tema dell'Annunciazione su una partitura di Johann Sebastian Bach in cui esplode la gioia. Secondo il coreografo, "l'angelo appare a Maria e le predice la nascita di un figlio, un'incarnazione divina che dà energia all'universo, trasfigurato come questa musica che trascende l'umano". Con questa musica, Béjart voleva una coreografia molto pura, sublimata da movimenti ampi e ondulati.

Foto: Mario Sguotti

PIANO POETRY

Coreografia: Julien Guerin
Musica: Georges Gershwin
Durata: 8 mn

In questo poema danzato in omaggio al compositore George Gershwin, le suite per pianoforte creano un poema intimo sulla giovinezza e la sua bellezza, eseguito con cinque danzatori. Il danzatore eponimo simboleggia il mezzo per scrivere una forma di danza nello spazio e nel tempo e interagisce con i ballerini per guidarli durante il brano.
Sublimati attraverso i sentimenti e la sensualità, i danzatori condividono queste sequenze di danza successive come una prosa dettata dalle melodie del compositore George Gershwin.

Foto: Nathalie Sternalski

SWEET GERSHWIN 

Coreografia: Jean-Charles Gil
Musica: Georges Gershwin
Durata: 25 mn

Jean-Charles Gil ha danzato quasi tutto il repertorio di Balanchine ed è impregnato della musicalità del coreografo. È con questa memoria che si avvicina alla musica di Gershwin che Balanchine ha scelto per creare "Who Cares?
Sweet Gershwin è un pezzo scritto con fluidità ed eleganza, simile a un "dolce" piccante di cui ognuno può scegliere il sapore da portare via con sé. In questo pezzo tecnicamente impegnativo, i ballerini sulle punte sembrano avere una presenza al tempo stesso maliziosa e sensuale, e i ballerini scivolano nel ritmo della melodia, ricordando i musical americani.

Foto: Nathalie Sternalski

A PLACE BETWEEN

Coreografia: Lukas Timulak
Musica: Gustavo Santaolalla - Hauschka , Quartetto Callino (Arvo Pärt)
Creato nel 2018 per il Jeune Ballet di Cannes Rosella Hightower
Durata: 20 mn
10 danzatori

È nella natura umana cercare nuove esperienze, nuove situazioni e nuovi luoghi. A volte troviamo delle destinazioni, ma raramente un luogo che ci soddisfi per sempre. In "A place Between", Lukas Timulak esplora questi momenti fugaci. Un momento tra due momenti della vita, o un luogo tra la nascita e la morte. Siamo sempre nel mezzo di qualcosa.

Foto: Nathalie Sternalski